Passione e Creatività scorrono nelle vene

Gaetano Curreri front man degli Stadio ci parla di una carriera lunga 40 anni

Gaetano Curreri, musicista prima, cantante e cantautore poi, è anche compositore per molti artisti e per il cinema, leader del Gruppo Gli Stadio è stato la colonna sonora di 40 anni della nostra vita, un viaggio cominciato quasi per caso prima come gruppo di Lucio Dalla e poi come gruppo autonomo.
Una felice intuizione quella di Dalla da cui è nato un viaggio difficile che ha richiesto un grande sforzo e una grande fermezza nel momento di separazione dal Maestro che in pratica li aveva creati e che Curreri ricorda come “quello a cui devo tutto”, senza di lui non ci sarebbe stato niente di quello che abbiamo fatto”.

Gaetano Curreri ha scritto la musica di molte canzoni per altri artisti. Quando si pensa al leader degli Stadio come autore si pensa immediatamente a Vasco Rossi “per me un grande fratello”, col quale il pianista e compositore di Bertinoro ha stretto un ultradecennale e fecondo sodalizio, una collaborazione che dura tutt’oggi: tra i successi ricordiamo “Un senso”, “Buoni o cattivi”, “Rewind” e tanti altri.
Ma Curreri ha anche posto la firma in calce ad alcuni dei più famosi successi della storia del pop italiano per artisti come Luca Carboni, Patty Bravo, Raf, Laura Pausini, Noemi, Irene Grandi e ora Emma.

Lucio Dalla, l’Inizio – Come sei diventato un cantante di successo? Come ma anche chi ti ha iniziato a questa arte? Gaetano inizia sorridendo e con una luce intensa negli occhi… mia madre, sì mia madre, maestra di pianoforte, mi ha iniziato alla musica, ma è stata un’altra persona che mi ha spinto a un ruolo di solista, di cantante. Ero un musicista che lavorava con Lucio Dalla, un musicista incredibile per creatività e intuito musicale. Un giorno arrivai al nostro rituale incontro di lavoro e lo vidi come svagato, stava certamente pensando a qualche cosa, ma non sapevo ancora che cosa. Gaetano devi cantare. Chi io? Ma non so proprio da dove cominciare, dissi preoccupato, lui sì… lo sapeva.

La Longevità artistica – La recente vittoria al Festival di San Remo 2016 e Premio Tenco 2019 hanno suggellato una carriera lunghissima e confermato una capacità ideativa e creativa fuori dal comune… quale sarà il segreto di tale grande longevità? Ho un ricordo particolare dell’album Stadio – Canzoni per parrucchiere live tour, “live” un marchio di fabbrica, che consiglio a tutti i nostri lettori, dove avete inserito musica scritta per altri e cover (Guccini, Rolling Stones e altri) oltre a vostri grandi successi ripercorsi con la musicalità caratteristica del gruppo. Una musicalità fatta di Melodia, e di esplorazioni ritmiche sino al Funky di oggi. Il segreto quindi sta nella ricerca della innovazione musicale pur mantenendo lo stile Stadio? l’idea iniziale degli Stadio, dice Gaetano, è essere l’ideale ponte tra la canzone di autore e la musica pop rock dei gruppi anni 70. Il segreto della nostra longevità sta probabilmente proprio nell’aver portato avanti questo progetto che è diventato nel tempo un genere musicale attualmente di moda, il trip hop.

“Noi siamo fatti d’amore noi siamo amore anche se certe volte ce lo neghiamo incorrendo in nevrosi, paure ed ansie”

Come nasce una canzone – L’idea nasce e si sviluppa in un modo misterioso e la sua realizzazione richiede molti ingredienti ed una elaborazione raffinata, “non ti metti al pianoforte e nasce una canzone, le canzoni sono delle cose complesse che hanno bisogno di incastri che si devono infilare uno nell’altro e gli autori tutti devono entrare in perfetta simbiosi”… Avete presente la pianura padana?, per me è come dice Guccini, quella che è fra la via Emilia e il west. Avete presente quelle giornate di Novembre che ti alzi la mattina guardi l’orologio e ti domandi che ora è.. ed è sempre uguale, insomma una ma io ho la fortuna che ho un amico che viene da Zocca che con la nebbia si scatena, mi da dei testi che facciamo diventare delle canzoni, nate tra ottobre e i primi di Dicembre… Vasco è per me un fratello, il mio amico del cuore a cui mi lega un forte legame e stare con lui significa per me trascorrere nel modo migliore il tempo della vita, il tempo che conta. Mi ricordo che un giorno mi dà un foglietto di carta che era stato evidentemente nelle sue tasche piegato per un bel po’, con scritti in versi i pensieri che Vasco aveva avuto durante un concerto: Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso non ce l’ha, l’ho preso ed insieme a Saverio Grandi e con le aggiunte di Vasco l’ho fatto diventare la canzone che tutti conoscete e che ha vinto il Nastro di argento per la colonna sonora del Film Non ti muovere di Sergio Castellitto e la mirabile interpretazione di Penelope Cruz. Ma anche Dimmi che non vuoi morire cantata da Patty Bravo nel 1997 al 47° Festival di San Remo, Prima di partire per un lungo viaggio lanciata da Irene Grandi e ancora Acqua e sapone colonna sonora del Film di Carlo Verdone e altri ancora.

I successi – Gaetano, gli Stadio avete ricevuto molti riconoscimenti della grande capacità artistica, e siete stati nelle classifiche per anni e anni. Un giorno mi dirai, Sorprendimi, Ballando al buio, Acqua e sapone, Lo zaino, Chiedi chi erano i Beatles sono considerati i maggiori successi. Sei d’accordo? Colpisce la continuità tematiche della ricerca che c’è alla base delle vostre canzoni: prendo spunto da una “Generazione di fenomeni” e “E mi alzo sui pedali”, dalla paura e l’incertezza di una generazione alla riflessione su Pantani e “sulle debolezze che portano all’uso della droga alla ricerca di una salvezza che invece non ti accudisce mai e ti rovina. La droga è una scalata da cui esci sempre sconfitto. E Pantani ha perso, purtroppo. Hanno perso in tanti. È che alle volte si perde la strada”.

Dall’intimità alla folla – Cosa prova un musicista che ama l’intimità del profondo, a suonare nel più grande Concerto Italiano di sempre, quello di Vasco Rossi a Modena di fronte ad una folla “oceanica”… il Modena Park 2017. Nel suo studio appoggiando le mani al fantastico pianoforte Jamaha Avant Grand suonato per la prima volta al Mondo in quel concerto, Gaetano sembra allontanarsi con la mente … Modena una emozione indescrivibile che mentri suoni solo di fronte a una folla oceanica non ti lascia il tempo di pensare. E ti culli sui ricordi di quelle canzoni che hai arricchito di musicalità con arpeggi di pianoforte. È vero caro Gaetano tutti noi abbiamo in mente l’introduzione di AlbaChiara che ci dice tutto della canzone che verrà…

L’Amore, la Passione, la Poesia – Per me Gaetano è un amico e un grande uomo prima ancora di essere uno straordinario musicista. C’è un tema conduttore nella produzione artistica degli Stadio e di Gaetano Curreri, l’Amore. “Noi siamo fatti d’amore, dice Curreri, noi siamo amore anche se certe volte ce lo neghiamo incorrendo in nevrosi, paure ed ansie. Noi essendo amore dobbiamo essere veicolo d’amore. Quindi tutto l’amore che abbiamo dentro che è tanto, se lo mettiamo a disposizione degli altri, si crea un circolo virtuoso che è appunto l’amore di cui abbiamo bisogno”.

Il primo grande successo degli Stadio, Chiedi chi erano i Beatles, penso al poeta Roberto Roversi autore del testo, una vera poesia… Conoscere Roversi è stata la possibilità di conoscere e frequentare un grande poeta forse uno dei più grandi del Novecento, uno sperimentatore che abbatteva i muri e le diversità anzi al contrario le coccolava. Mi ricordo che scherzosamente un giorno mi disse: Pensa Gaetano senza la gente del Sud a Bologna non avremmo potuto mangiare il pane di Semola, il pane Pugliese, e saremmo stati costretti a mangiare cornetti Ferraresi per tutta la vita…

Testo della canzone Un senso di Gaetano Curreri testo canzone il tempo bastardo

Siamo alla fine di questa chiacchierata, che cosa vuoi dire ai medici che ci leggono? Forse saprete che durante un Concerto ho avuto una emorragia cerebrale da cui sono uscito praticamente illeso anche grazie all’immediato aiuto di un Giovane Chirurgo che era presente al Concerto, Salvo Strano che capì immediatamente di che cosa si trattava, e facendosi strada tra la Security passò la fascia al mio braccio misurando la pressione Arteriosa, 230/150. Ero una pentola a pressione. Salì in autoambulanza con me e diresse sapientemente i soccorsi. Gli devo molto e ogni volta che sono a Catania non perdo l’occasione per incontrarlo.

Grazie Gaetano per la tua musica e per l’Amore che hai diffuso con la tua sensibilità, la tua intelligenza e la tua umiltà, una dote ormai dimenticata ma posseduta dai grandi uomini… caratteristiche che ti hanno consentito di creare matrimoni artistici che sappiamo non essere mai facili nel Mondo Musicale, dove la rivalità contamina spesso l’amicizia. So che sei legato alle origini di tuo padre che era di Sciacca e ti voglio regalare un proverbio Siciliano: Nuddu si lassa e nuddu si pigghia si ‘un s’assumigghia, «non ci si lascia e non ci si sceglie se non ci si somiglia». Insomma Gaetano, l’Amicizia è anche somiglianza. Un caro augurio a te Gaetano, a Sandra la tua splendida moglie e a tutte le persone che hai fatto felici, che hai accompagnato con la tua musica nei momenti di debolezza e tristezza, a tutti quelli a cui hai dato amore e a quelli a cui tendi la tua generosa mano.

Il professore Andrea Stella, Ordinario di Chirurgia Vascolare all’Università di Bologna

di Andrea Stella

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