Medicina di genere e ospedali con bollini rosa

La donna al centro

Medicina di genere e ospedali con bollini rosa

Abbiamo rivolto alcune domande alla dott.ssa Federica Zendoli, referente del progetto “Bollino Rosa”

Gentilissima Dott.ssa Zendoli, la ricerca biomedica ci ha confermato, negli ultimi decenni, la necessità di includere un numero congruo di donne nella popolazione in studio per farmaci e device, partendo dalle conoscenze sulle diversità che caratterizzano le malattie. Il fattore gender è sempre più argomento di discussione e al centro dello sviluppo sociosanitario.

Cosa si intende per medicina di genere?
L’OMS definisce la medicina di genere come un approccio della medicina che tiene conto dell’impatto sullo stato di salute delle differenze biologiche e dei fattori socioculturali di ogni individuo, personalizzando le cure.

Esiste in Italia, nel Servizio Sanitario Nazionale, la medicina di genere?
La legge 3/2018 ha introdotto la medicina di genere nel SSN con la promozione di percorsi diagnostico-terapeutici e di ricerca scientifica che tengono conto delle variazioni di genere.

Perché è importante la medicina di genere?
La letteratura indica l’esistenza di differenze importanti nell’insorgenza, progressione e manifestazione clinica delle malattie tra uomo e donna, nonché nella risposta alla terapia e negli stili di vita. È noto che le donne si ammalano di più, consumano più farmaci con maggior rischio di reazioni avverse, oltre a essere socialmente svantaggiate rispetto agli uomini nei carichi di lavoro. Nonostante le donne vivano più a lungo degli uomini, l’aspettativa di “vita sana” è equivalente tra i due sessi. Nella visione globale del concetto di salute, oltre al sesso biologico devono essere presi in considerazione altri parametri quali identità di genere, età, etnia, livello culturale, religione, orientamento sessuale e condizioni socioeconomiche che impattano sullo stato di salute.

Nella sua esperienza di ginecologa ospedaliera, come ha affrontato il percorso della medicina di genere?
L’occasione mi è stata data con la nomina di referente per l’intero ospedale in cui lavoro per il Network Bollini Rosa della formazione Onda del Ministero della Salute. Questo network dà un riconoscimento agli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie, realizzando percorsi mirati per il genere femminile.

Può farmi un esempio di un’iniziativa di genere che ha promosso nel suo ospedale?
La più recente è stata l’open week sul rischio cardiovascolare in menopausa in collaborazione con l’unità operativa di cardiologia. In menopausa il rischio cardiovascolare è maggiore nelle donne rispetto agli uomini, in quanto si assiste a un calo degli estrogeni che hanno un effetto protettivo sul cuore. Adottando stili di vita corretti e seguendo le raccomandazioni mediche è possibile ridurre il rischio cardiovascolare.

Secondo lei, quali saranno gli sviluppi futuri della medicina di genere?
L’intelligenza artificiale, in cross-match con il fascicolo sanitario elettronico, consentirà di individuare le fasce fragili di popolazione da attenzionare maggiormente.

dottoressa Federica Zendoli, refente Bollino Rosa

Federica Zendoli

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