Il decalogo dei saperi e le fasi alla base dell’efficace relazione medico/paziente/familiari

Pillole di comunicazione terapeutica

“Il Medico che non riesce ad esercitare un effetto placebo con le sue parole dovrebbe fare il Patologo o l’Anestesista… in parole povere, se il Paziente non si sente meglio dopo la visita, hai sbagliato professione o specializzazione”.
Sir Douglas Black

Ritengo che nelle frasi soprariportate ci sia l’essenza della motivazione, dell’importanza del presidio efficace della comunicazione come strumento di reale efficacia terapeutica. Attualmente quattro sono gli elementi oggettivi che limitano lo sviluppo di questa essenziale competenza:
1) nel percorso di studio pochi sono i momenti dedicati a riempire la cassetta degli attrezzi comunicazionali e la comunicazione viene lasciata alla capacità individuale del singolo;
2) il tempo nella visita è sempre di più tiranno e spesso lo sviluppo di una comunicazione e di una relazione efficace viene percepito come un rubatempo;
3) la corposa componente burocratica della professione toglie tempo alla relazione Medico/Paziente;
4) la credenza che durante la visita i fattori importanti siano solamente il riconoscimento e la convalida dei segni e dei sintomi alla base della patologia, la corretta diagnosi e la conseguente impostazione e prescrizione di un’efficace terapia che il Paziente obbedientemente seguirà a casa (compliance e aderenza terapeutica) e non considerare importante, per l’efficacia terapeutica, anche il modo relazionale con cui si sviluppano questi fattori.

In questa pillola cominciamo a fare il punto su quali sono i saperi che entrano in gioco nella dinamica relazionale tra Medico/Paziente/Familiare e di come un corretto e bilanciato uso porti, in maniera del tutto naturale, allo sviluppo di una dinamica relazione estremamente efficace. Ho racchiuso i saperi in un decalogo che non vuole essere una tavola della legge scolpita nella pietra, ma solo un mio personale punto di vista basato su anni ed anni di studio delle dinamiche Medico/Paziente.

Il decalogo, composto dagli elementi che rappresentano ogni specifico sapere del Medico, è tipico di ogni relazione di aiuto e, dipendentemente dalla specificità dell’intervento relazionale e dallo sviluppo pratico della visita del Paziente, deve essere bilanciato in modo ed in misura via via differente. Il guaio è che troppo spesso pensiamo che per essere efficaci sia sufficiente attivare solo i primi due saperi e cioè il sapere ed il saper fare, ma la risposta è no, semplicemente non è sufficiente.

Di seguito troverai il decalogo dei saperi dell’eccellenza comportamentale il cui corretto presidio può trasformare un efficiente e preparato Medico in un eccellente Medico.
1) Sapere (conoscenze).
2) Saper fare (competenze).
3) Saper voler fare (motivazione e sicurezza personale).
4) Saper ascoltare (orientamento all’Altro, empatia).
5) Sapersi fare ascoltare (sviluppo di fiducia e credibilità).
6) Sapersi ascoltare (consapevolezza dei propri comportamenti).
7) Saper far fare (capacità di attivazione delle risposte comportamentali del Paziente).
8) Saper far voler fare (sviluppo di una reale dinamica di influenza, col conseguente consolidamento dei comportamenti del Paziente che proviene dall’attivazione del “voglio…”).
9) Sapersi mettere in discussione (orientamento alle esigenze dell’Altro e non alle proprie).
10) Saper essere (consapevolezza, autostima ed autoefficacia).

Giovanni Gabrielli

di Giovanni Gabrielli

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