- Perché la comunicazione può essere terapeutica?
- Quando la comunicazione diventa terapeutica?
- Come la comunicazione si trasforma da strumento per veicolare informazioni a strumento di efficacia terapeutica?
A queste domande la rubrica “Pillole di comunicazione terapeutica” darà immediate risposte.
La rubrica proporrà soluzioni su come stabilire una comunicazione empatica, su come costruire fiducia e credibilità attraverso l’uso consapevole del linguaggio verbale (contenuti e parole), del linguaggio non verbale (gesti) e del linguaggio paraverbale (tono, tempo, ritmo, colore e velocità della voce).
Impareremo assieme come utilizzare al meglio la tecnica della domanda per acquisire le informazioni più utili alla gestione della relazione con il Paziente ed i Familiari; impareremo l’arte dell’ascolto riflessivo; del come allungare nel Paziente la percezione del tempo che gli dedichiamo; del come indagare sugli stili di vita; del come scoprire le bugie sul rispetto della compliance e sull’aderenza terapeutica.
Entreremo nel mondo della motivazione ai cambiamenti comportamentali, sulla modifica delle abitudini e di come, quando ed in che modo si possa incidere sugli stili di vita dei Pazienti.
Entreremo in possesso di schemi di dialogo utili sia alla giusta condivisione delle informazioni che all’accordo sui trattamenti.
Ampio spazio sarà dedicato ai modelli linguistici idonei a creare compliance anche attraverso la gestione delle resistenze del Paziente, al cosa dire ed al cosa non dire, a come comunicare diagnosi critiche; alla gestione delle dinamiche con i Familiari ed al dialogo con gli Adolescenti.
L’importanza della comunicazione Medico/Paziente era già stata evidenziata da Ippocrate che faceva specifico riferimento ai tre ingredienti universali per la relazione efficace con il Paziente e cioè il tocco, il rimedio e la parola.
Nel terzo millennio questi suggerimenti sono spesso ignorati e la relazione empatica è troppo spesso sostituita da quella strumentale sia per gli aspetti diagnostici che terapeutici. La mancanza di tempo da dedicare al Paziente spesso rende il dialogo freddo, distaccato e semplicemente orientato alla prescrizione comportamentale. Nelle aule universitarie scarsa attenzione è data a questi contenuti che in realtà sono importanti e risolutivi delle dinamiche tra il Medico ed il Paziente. Le nostre pillole daranno spunti semplici, modelli linguistici ad alto impatto, elementi di efficacia comportamentale, tutti argomenti sviluppati seguendo le dinamiche dell’apprendimento degli Adulti e privilegiando una comunicazione attenzionale e gradevole.
Le pillole di comunicazione terapeutica uniranno aspetti utili e dilettevoli.
Nel prossimo numero di General Medicine Tech parleremo delle dieci parole magiche altamente influenzanti.
Vi aspetto numerosi!

di Giovanni Gabrielli



