Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open (maggio 2026) ha valutato l’efficacia e la sicurezza della profilassi farmacologica del tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti medici acuti ospedalizzati. Gli autori hanno analizzato 22 trial randomizzati che coinvolgevano complessivamente 43.840 pazienti. Sono stati confrontati:
- eparine a basso peso molecolare (EBPM)
- eparina non frazionata (UFH)
- anticoagulanti orali diretti (DOAC)
- assenza di trattamento
Gli outcome principali riguardavano TEV sintomatico, TEV clinicamente rilevante, sanguinamento maggiore e mortalità a 90 giorni. Si è visto come le EBPM riducevano significativamente il rischio di TEV sintomatico e di TEV clinicamente rilevante rispetto all’assenza di profilassi, senza aumento significativo del rischio di sanguinamento maggiore. Anche DOAC e UFH riducevano il TEV clinicamente rilevante, ma erano associati a un maggior rischio di sanguinamento maggiore. Nessun trattamento ha modificato la mortalità complessiva.
Il rischio assoluto di TEV sintomatico nei pazienti non trattati era relativamente basso (circa 1,7% a 90 giorni).
EBPM: la scelta più sicura per i pazienti medici
Gli autori concludono che le EBPM rappresentano l’opzione preferibile per la profilassi farmacologica nei pazienti ospedalizzati, grazie al miglior bilancio tra efficacia e sicurezza rispetto a DOAC e UFH. Sottolineano però che il beneficio assoluto è limitato e che è fondamentale una selezione accurata dei pazienti a rischio elevato di TEV, per evitare un uso indiscriminato della profilassi. Lo studio rafforza il ruolo consolidato delle eparine a basso peso molecolare nella pratica clinica quotidiana, soprattutto in contesti in cui il profilo di sicurezza è prioritario.



